Archive for the 'Frame' Category

SPESA PUBBLICA

sabato, novembre 13th, 2010

Ecco dove puntualmente finiscono i pochi soldi pubblici a disposizione. Un miliado di euro. E non si dica che sia una responsabilità specifica di questo governo visto che è sufficente andare a ritroso per accorgersi che le spesa militare è da sempre una delle voci di bilancio più corpose. Per le esigenze basilari dei cittadini della società civile? Si. Del resto anche gli azionisti di Finmeccanica sono cittadini, anche se molti non sono italiani. Conosciamoli.

I quaderni di Saramago

giovedì, ottobre 21st, 2010

Il disco giallo si illuminò. Due delle automobili in testa accelerarono prima che apparisse il rosso. Nel segnale pedonale comparve la sagoma dell’omino verde. La gente in attesa cominciò ad attraversare la strada camminando sulle strisce bianche dipinte sul nero asfalto, non c’è niente che assomigli meno a una zebra, eppure le chiamano cosi. Gli automobilisti, impazienti, con il piede sul pedale della frizione, tenevano le macchine in tensione, avanzando, indietreggiando, come cavalli nervosi che sentono arrivare nell’aria la frustata. Ormai i pedoni sono passati, ma il segnale di via libera per le macchine tarderà ancora alcuni secondi, c’è chi dice che questo indugio, in apparenza tanto insignificante, se moltiplicato per le migliaia di semafori esistenti per la città e per i successivi cambiamenti dei tre colori di ciascuno, è una delle più significative cause degli ingorghi, o degli imbottigliamenti, se vogliamo usare il termine corrente, della circolazione automobilistica.

L’incipit di CECITA’, uno dei tanti splendidi romanzi di Josè Saramago, é un ottimo modo per segnalere il blog dell’autore, tradotto in italiano e ancora on-line anche dopo la sua morte. Consiglio a tutti la lettura dei suoi pensieri, sempre improntati alla massima libertà di pensiero.

Think Different

giovedì, dicembre 17th, 2009

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I bei tempi in cui si giocava alla lotteria nell’illusione di vincere e affrancarsi dal lavoro, sono finiti.

Molto meglio giocare alla lotteria per avere un lavoro. E ben retribuito.

Vedere per credere.

E mi raccomando. No a ogni forma di violenza.

Allora si può

mercoledì, gennaio 30th, 2008

Sebbene sia un innamorato tifo del Torino, Massimo Gramellini è oggi uno dei pochi giornalisti italiani che ha avuto la bravura e la fortuna di ritagliarsi uno spazio  raro  nell’arena del dibattito e dello scambio ideologico su carta stampata. Anche se di persona ci siamo solo sfiorati, lo leggo tutti i giorni restando fedele al titolo della sua rubrica. Sono le  ventidue righe del Buongiorno, al mattino, a inserirmi  nel cicaleccio della realtà. La certezza, perché le parole scritte svelano da sole quando mentono, è che sia un uomo libero, animato da un senso morale (non moralista che è diverso) che farebbe bene a molti suoi colleghi, e non solo.

Ecco un esempio. Il Buongiorno di ieri.

“Eminence” e no

E così anche il cardinal Ruini è tanto contento che Littizzetto lo prenda in giro alla tv. Dice che lui non l’ha mai vista (come potrebbe?, a quell’ora c’è il posticipo di campionato) ma la sua segretaria sì. Ed è la collaboratrice che in ufficio gli fa l’imitazione dell’imitazione, chiamandolo Eminence con le finali pizzicate e lo sguardo da birba. Chissà se appoggia i piedi sul tavolo pure lei, se gli contesta la moratoria sull’aborto. Ma l’importante è arrestarsi alla superficie della battuta, far vedere che il potente sa ridere di se stesso e cavalcare l’onda di popolarità garantita dallo sberleffo. Perciò il cardinal Veltroni telefona in trasmissione a un Crozza più imbarazzato di lui per commentare la propria caricatura, quel «ma anche» ecumenico che nella realtà adesso tutti gli copiano (Berlusconi metterà in lista Fini ma anche Storace ma anche Forza Nuova). E perciò tanti altri chierici del potere vanno in brodo di giuggiole per un’imitazione di Fiorello o un tapiro di Striscia.

In questa fiera dell’ipocrisia gli ultimi laici sono i pochi che si arrabbiano ancora. Perché la laicità non è un’ideologia, ma un atteggiamento. E’ distacco, rispetto dei ruoli, allergia allo struscio. E’ il sogno di un mondo dove i politici tengono le distanze dai giornalisti, dai comici, dai giudici, e in genere da chiunque è chiamato con strumenti diversi a giudicare il loro operato. La laicità è un gioco adulto che in Italia non si è giocato mai, se non con Cavour e poi con De Gasperi, cattolico ma laicissimo: guarda caso due italiani di confine, che è come non esserlo affatto.

Così parlò…

sabato, gennaio 26th, 2008

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Il sondaggio d’opinione è notoriamente il metodo meno serio per leggere i più disparati aspetti della società. Il risultato, ovvio, dipende in larga parte da come viene posta la domanda cui il popolo è chiamato a rispondere. Ma ancor più ovvio è che, per il millesimo di secondo in cui si viene impegnati, specie se il tema affrontato implica un’autovalutazione di se stessi, la risposta sarà la più nobilitante.

E’ il caso del sondaggio sugli italiani e i reality (la televisione) attuato e pubblicato da Eurispes. Ovviamente, tutti la trovano superficiale, volgare e diseducativa, (specialmente le donne) ma nessuno la spegne, visto che poi nel Rapporto Censis 2007 risulta ancora come il mezzo di comunicazione più usato dal 92 per cento degli italiani.

Questo sondaggio ricorda un pò le risposte delle vecchie mamme o zie criticate perché guardano le telenovelas: mica sono interessate da dieci, venti, trenta lunghi anni alle evoluzioni della trama. No. Le guardano solo per vedere a che livello di stupidità si arriva.

Tramonti

mercoledì, gennaio 9th, 2008

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Due interventi interessanti di scrittori su temi di attualità. Per chi non li avesse letti sui quotidiani.

Qui Roberto Saviano chiarisce le dinamiche che hanno trasformato alcune zone della Campania in discariche abitate. 

Qui Antonio Scurati interpreta la posizione papalina sull’aborto, tracciando una radiografia “spirituale” degli italiani.

Nella foto, un tramonto.

Il 2008 metastorico

mercoledì, gennaio 2nd, 2008

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La due giorni a cavallo del trapasso da anno vecchio ad anno nuovo è la vera festa della Repubblica. Ossia l’esplosione dell’anima più profonda di questa nazione. Tutte le ipocrisie, le contraddizioni, le volgarità, l’inciviltà e la fatale indifferenza vengono a galla come un cadavere, per poi riaffondare verso il profondo quando ogni condotto corporeo è stato colmato. Un breve elenco: il vuoto cerimoniale che coincide con il messaggio del presidente della Repubblica, pregno di parole vuote, ovvie, scontate e quindi drammaticamente banali al punto da risultare offensive. Tutte le restanti possibili forme di ufficialità immaginabili con annesse ipocrisie. Il richiamo all’ottimismo del Presidente del Consiglio, che somiglia vagamente a un famoso spot pubblicitario e non solo nella forma. L’ulteriore deriva gossippara dei media italioti (Manco Prodi si fosse fidanzato con la Bellucci) in delirio per l’anestetico amour fou tra Sarkozy e la bella francesina, una vera manna per l’elusione di tutto il resto. Le sparatorie, ripeto sparatorie, registrate in varie parti d’Italia per festeggiare l’anno nuovo e il solito bollettino di guerra a corollario di una gioia infima e comandata. Le orrende maratone televisive pregne di tutta l’ignoranza esistente, con sfoggio di vecchie salme e dell’intera minutaglia di luoghi comuni, personaggi e casi umani di cui è esempio il cosiddetto showbiz. E in più, la chiara tendenza ormai predominante di un bieco utilitarismo volto alle abbuffate del giorno in corso, con l’assoluta indifferenza del domani. La vita come entropia.

Ecco l”Italia del 2008. Un paese metastorico. Un paese che si rigenera uguale a se stesso ogni giorno, indifferente a tutto se non ai vari particolarismi che lo dilaniano capillarmente, individuo per individuo (tassisti esclusi).

Little Italy

giovedì, dicembre 13th, 2007

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Uno sta fuori una settimana e dimentica.

Poi torna.

E legge, distrattamente, i giornali.

Pizza Bella Napoli Berlusconi e sottaceti Saccà. Tirannia dei Tir con tirato tiremmolla con governo tirchio. Autostrade tassellate sulla scia di tassisti tassativi contro le tasse.
Morti bianche, nere, grigie.

La sensazione, claustrofobica, di una piccolezza così megalomane da nauseabondare.

Andai, dentro la notte oscura

venerdì, novembre 2nd, 2007

Nella notte tra il primo e il due Novembre 1975 Pasolini viene assassinato da un ragazzo di 17 anni, Pino Pelosi. Dopo averlo atterrato a colpi di bastone e con un calcio allo scroto, Pelosi investe il corpo di Pasolini più volte, con l’automobile. La Corte d’Appello non esclude la partecipazione di altri individui.

Ecco un frammento dell’opera pasoliniana, mai priva di assoluta e splendida autenticità.

Financial System Project

giovedì, settembre 6th, 2007

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Ha la sua vita, come tutti.

Ed evidentemente sente un vuoto, magmatico e bugiardo, che lo spinge ad agire. Lo spinge ad operare un riempimento immediato, fagocitante, che si alimenta di se stesso, moltiplicandosi. La sua salvezza quotidiana è il senso di possesso di beni di consumo. Ma le sue condizioni economiche non consentono una dipendenza costante come lui la vorrebbe, l’astinenza è insopportabile, dannata, non sazia quel vuoto che si allarga come un incendio indimenticabile. E qual’è la soluzione che lui trova? Qual’è la salvezza? Quella degli eroinomani degli anni ottanta, che derubavano le pensionate, rapinavano un negozio di alimentari, saccheggiavano la borsa della mamma.

Ma lui è una persona per bene.

Non prende neppure in considerazione l’idea di una rapina, ci vuole troppo coraggio, meglio utilizzare gli strumenti delle persone per bene. Lui pensa, non è un allocco, e se uno pensa la soluzione arriva. Il debito, ecco qual’è lo strumento delle persone per bene. Lui li legge i giornali. Le grandi aziende hanno i debiti. Milioni di euro di debiti. Gli americani hanno i debiti. I campioni dello sport hanno i debiti. Con il fisco, ma ce li hanno. I vicini di casa hanno i debiti. I loro figli hanno i debiti, in pagella ma li hanno.

E perché lui dovrebbe essere l’unico a non averne?

Prestitò. Mutuo spensierato BNL. Finanziamento in trenta minuti. Facilemutuo. E il contante ce l’ho, lo dice anche la televisione. Quei volti sorridenti non li rivorranno mai indietro, e se anche succedesse, poi si vedrà. La vita è qui e ora. Chiedetelo a quei due bei ragazzi che si abbracciano vestiti di bianco tra le margherite, mentre una voce rassicurante dice che c’è un prestito per tutti. Carina lei, è già mamma nel cuore. Quei due volevano mettere su famiglia, avere figli bellilli e comprare i tarrallucci del Mulino Bianco a colazione tutte le mattine, e ora possono.

E lui? Vorrebbe ristrutturare una casa, coltivare la passione per le auto potenti, andare in vacanza in Sardegna, nel villaggio dei vip, possedere il Tom Tom sul videotelefonino.

Allora che fa?

Chiede mutui. Mutui per tutto, anche per prestare soldi agli amici e dimostrare che quel tenore di vita è reale. Iniziano ad arrivare i problemi, ma la fortuna aiuta gli audaci, e gli muore una vecchia zia. Riceve un’eredità, molti soldi, ma purtroppo ne aveva già spesi il doppio, il triplo. Comprare, comprare comprare, fino alla disperazione.

Allora Paolo decide di fare un ultimo mutuo, quello che gli consente di procurarsi l’attrezzatura per mettere in scena il proprio rapimento.

«Ho inventato tutto – racconta a verbale Friggi – perchè speravo di poter far credere di essere stato privato di tutti i miei risparmi e quindi avrei potuto vendere a conoscenti la mia abitazione, continuare a viverci in affitto e poi alla morte di mia madre ereditare il suo patrimonio immobiliare e ricomprarmi la casa». Aveva un piano per tutto il tabaccaio di Motta Visconti. Uno per fuggire (per non lasciar tracce intorno alla sua auto, si è infilato due sacchetti di plastica ai piedi), uno per resistere nell’auto-prigionia (cinque bottiglie d’acqua e alcune bustine di zucchero «così sarei dimagrito…avevo anche razionato l’acqua in modo da farla durare parecchi giorni»), uno per tornare, farsi perdonare e magari ripianare i debiti con i soldi di mammà. 

Ma non era meglio la carriera politica?