
Ha la sua vita, come tutti.
Ed evidentemente sente un vuoto, magmatico e bugiardo, che lo spinge ad agire. Lo spinge ad operare un riempimento immediato, fagocitante, che si alimenta di se stesso, moltiplicandosi. La sua salvezza quotidiana è il senso di possesso di beni di consumo. Ma le sue condizioni economiche non consentono una dipendenza costante come lui la vorrebbe, l’astinenza è insopportabile, dannata, non sazia quel vuoto che si allarga come un incendio indimenticabile. E qual’è la soluzione che lui trova? Qual’è la salvezza? Quella degli eroinomani degli anni ottanta, che derubavano le pensionate, rapinavano un negozio di alimentari, saccheggiavano la borsa della mamma.
Ma lui è una persona per bene.
Non prende neppure in considerazione l’idea di una rapina, ci vuole troppo coraggio, meglio utilizzare gli strumenti delle persone per bene. Lui pensa, non è un allocco, e se uno pensa la soluzione arriva. Il debito, ecco qual’è lo strumento delle persone per bene. Lui li legge i giornali. Le grandi aziende hanno i debiti. Milioni di euro di debiti. Gli americani hanno i debiti. I campioni dello sport hanno i debiti. Con il fisco, ma ce li hanno. I vicini di casa hanno i debiti. I loro figli hanno i debiti, in pagella ma li hanno.
E perché lui dovrebbe essere l’unico a non averne?
Prestitò. Mutuo spensierato BNL. Finanziamento in trenta minuti. Facilemutuo. E il contante ce l’ho, lo dice anche la televisione. Quei volti sorridenti non li rivorranno mai indietro, e se anche succedesse, poi si vedrà. La vita è qui e ora. Chiedetelo a quei due bei ragazzi che si abbracciano vestiti di bianco tra le margherite, mentre una voce rassicurante dice che c’è un prestito per tutti. Carina lei, è già mamma nel cuore. Quei due volevano mettere su famiglia, avere figli bellilli e comprare i tarrallucci del Mulino Bianco a colazione tutte le mattine, e ora possono.
E lui? Vorrebbe ristrutturare una casa, coltivare la passione per le auto potenti, andare in vacanza in Sardegna, nel villaggio dei vip, possedere il Tom Tom sul videotelefonino.
Allora che fa?
Chiede mutui. Mutui per tutto, anche per prestare soldi agli amici e dimostrare che quel tenore di vita è reale. Iniziano ad arrivare i problemi, ma la fortuna aiuta gli audaci, e gli muore una vecchia zia. Riceve un’eredità, molti soldi, ma purtroppo ne aveva già spesi il doppio, il triplo. Comprare, comprare comprare, fino alla disperazione.
Allora Paolo decide di fare un ultimo mutuo, quello che gli consente di procurarsi l’attrezzatura per mettere in scena il proprio rapimento.
«Ho inventato tutto – racconta a verbale Friggi – perchè speravo di poter far credere di essere stato privato di tutti i miei risparmi e quindi avrei potuto vendere a conoscenti la mia abitazione, continuare a viverci in affitto e poi alla morte di mia madre ereditare il suo patrimonio immobiliare e ricomprarmi la casa». Aveva un piano per tutto il tabaccaio di Motta Visconti. Uno per fuggire (per non lasciar tracce intorno alla sua auto, si è infilato due sacchetti di plastica ai piedi), uno per resistere nell’auto-prigionia (cinque bottiglie d’acqua e alcune bustine di zucchero «così sarei dimagrito…avevo anche razionato l’acqua in modo da farla durare parecchi giorni»), uno per tornare, farsi perdonare e magari ripianare i debiti con i soldi di mammà.
Ma non era meglio la carriera politica?